Triathlon

tutto sotto controllo

14-02-2025 - Ormai è risaputo e io lo sostengo da sempre, che il lavoro indoor utilizzando uno strumento affidabile come un rullo interattivo rappresenta una preziosissima modalità di esercizio.

Grazie a questo mezzo allenante riusciamo ad ottenere molteplici e preziosi obiettivi tra i quali:

il perfezionamento della tecnica di pedalata evidenziando eventuali asimmetrie tra i due arti

l’esecuzione precisa di un lavoro muscolare con applicazione della forza nelle sue varie tipologia , resistente , dinamica , massima ed esplosiva

la realizzazione di un importante lavoro neuro–muscolare proponendo un’agilizzazione elevata sviluppata nel tempo e con un controllo e una continuità che su strada difficilmente possiamo ottenere

l’esecuzione di un lavoro metabolico sviluppato con precisione all’interno delle diverse fasce di intensità determinando con precisione la potenza erogata

Il contesto ambientale sicuro e stabile dà la possibilità all’atleta e al suo coach di lavorare con continuità e soprattutto con la massima serenità e capacità critica ; l’attrezzatura interattiva è in grado di monitorare lo sforzo e successivamente di estrapolare dal lavoro svolto una serie di dati “veri” , oggettivi , necessari per colmare le possibili lacune o evidenziare semplici sfumature al fine di ottimizzare la performance .

Quello che viene presentato a seguire, è un allenamento effettivamente svolto da un triatleta dedito alla short distance appartenente alla squadra sportiva Studio RX ASD .



descrizione dell’allenamento
La sessione allenante prevede come di consueto una prima fase di riscaldamento e attivazione dove in questo caso si propone all’atleta un esercizio che potremmo definire “ nervoso“; saper pedalare a 120/125 RPM ha infatti una marcata valenza “neuromuscolare “ esercitabile e quindi allenante, e che nel tempo porta ad una sana abitudine, ossia quella di fare “ velocità in agilità” caratteristica a mio avviso preziosa .

Per meglio comprendere la seduta e il tipo di lavoro metabolico proposto, è importante evidenziare che l’atleta in oggetto ha attualmente una soglia anaerobica di 300 watt alla frequenza cardiaca di 166 bpm, pesa 57 kg. e pertanto sviluppa un rapporto peso /potenza di 5,26 watt/kg.

La parte centrale della seduta prevede tre blocchi a wattaggi progressivamente prossimi e superiori alla soglia, una ricerca del “passo gara “con una intensità crescente consentendo in forma libera alcuni rilanci fuori sella ( max 10 secondi).

Nel finale della seduta sono previste invece quattro ripetizioni costituite da 50” fissi in sopra-soglia e a seguire uno scatto (forza esplosiva con picco di potenza) da 10”, il tutto intervallato da 1’30” di recupero attivo.

dettagli della seduta:
tempo effettivo : 1h20’
10’ riscaldamento a fondo lento RPM da 80 a 100
10’ di attivazione con progressione di RPM da 105 – 110 – 115 – 120 – 125
5’ andatura blanda a RPM 80/85
2 X ( 5’00” in progressione 260 -270 -280-290-300 watt )
rec. ad ogni rip. : 2’30” andatura blanda
2 X ( 4’00” in progressione 280-290-300- 310 watt )
rec. ad ogni rip. : 2’30” andatura blanda
2 X ( 3’00” in progressione 300 – 310- 320 watt )
rec. ad ogni rip. : 3’00” andatura blanda
4 X ( 50” sopra soglia + scatto fuori sella da 10” + 1’30” rec. andatura blanda )
5’ defaticamento

monitoraggio dell’allenamento


commento sul monitoraggio :
L’esercitazione è stata ben eseguita fin dalla prima parte nella quale viene richiesta l’attivazione tramite una progressione di RPM da 105 a 125.

Ben si evidenzia una corrispondente crescita sia delle pulsazioni che della potenza espressa, questa dovuta esclusivamente all’aumento della cadenza di pedalata ( P= F x V ); il tutto rimanendo principalmente all’interno del regime aerobico.

A seguire si evidenziano i tre blocchi richiesti a wattaggi progressivamente prossimi e superiori alla soglia; in totale sono sei scale di potenza (tracciato in rosso ) con un incremento di 10 watt per ogni 1’00”; si evidenziano molto bene anche i 6 denti ( tracciato in giallo ) relativi ai diversi incrementi delle pulsazioni dalla ripetuta n.1 alla ripetuta n.6 .

A seguire si nota il lavoro lattacido con i 50” sopra soglia e i quattro scatti fuori sella da 10” che comportano i quattro picchi di potenza; la frequenza cardiaca corrispondente in questa fase non si eleva particolarmente e tanto meno in corrispondenza dei picchi di potenza perché la durata specifica dell’esercizio ( 10” ) è troppo breve rispetto al tempo di latenza del muscolo cardiaco che non permette un’accelerazione così immediata ; ( motivo per cui nei lavori corti e intensi è di maggior aiuto il potenziometro rispetto al cardiofrequenzimetro ….).


conclusioni:
Detto tutto ciò non si può non essere soddisfatti dell’esecuzione precisa e corretta dell’allenamento da parte dell’atleta in questione, per me questo aspetto rappresenta una condizione indispensabile!

Sostengo da sempre che la maggior probabilità del successo sportivo dipende sì da una tipologia di lavoro adeguata e personalizzata ma soprattutto dal rispetto del compito proposto e il tutto coadiuvato da corrette metodologie di controllo.

Parametri oggettivi quindi, determinabili attraverso l’utilizzo di precisi strumenti di valutazione, parametri che dovrebbero essere un riferimento costante e misurabili in tempo reale perché la verità è che ….

non puoi migliorare ciò che non misuri !